Partiamo dall’esperienza condivisa. Il governo è caduto, non ha ottenuto la fiducia. Non solo non riusciamo a metterci d’accordo sulle elezioni, ma neppure sulle leggi che le regoleranno: d’altronde perché giocare onestamente, quando la si può fare sporca fin da prima dell’inizio?
Per non parlare di alleanze e coalizioni, o del motivo per cui il governo da un giorno all’altro sia andato in crisi. E poi ci lamentiamo che nessuno ci prende sul serio: ora siamo la Repubblica delle Banane, ma se andiamo avanti così, entro qualche anno ci buttano fuori dalla UE.
E il tesoretto? Sparito. Pare che in realtà non sia mai esistito: chi di dovere aveva deciso di rimandare alcune opere pubbliche (tra cui la faccenda dei rifiuti) di un anno, ottenendo un surplus di denaro - appunto, il tesoretto. Ora però non si può più rimandare, queste opere vanno fatte, e al posto di una montagna di soldi si è trovato un buco: il tesoretto non basta più per portarle a termine.
E ora un’esperienza personale. In questi giorni mi è stato prescritto un esame medico. Con le procedure normali avrei l’appuntamento fra quasi un mese. Ho urgenza, vado a pagamento: alle 8 di mattina chiamo i poliambulatori. Il centralinista mi passa il reparto, il reparto mi passa per sbaglio il pronto soccorso. Mi sbattono il telefono in faccia.
Ricominciamo da capo. Chiamo il centralino. Il centralinista mi passa il reparto. L’infermiera mi dice che quel reparto non va bene per l’esame che devo fare, mi indica il reparto giusto. “Per cortesia mi può dare il numero, o passarmi il reparto?”. “No, chiami il centralino” e anche lei mi sbatte il telefono in faccia.
Di nuovo. Chiamo il centralino e gli dico io chi deve passarmi. Il centralinista mi dice che quel reparto risponde a partire dalle 11, quindi mi dice di richiamare a quell’ora.
Aspetto tre ore e alle 11 richiamo il centralino. Io e il centralinista ormai siamo amici, però continua a sbattere il telefono invece di salutare. Prima però mi passa il reparto. Risponde una segreteria: “Si informa l’utenza che il reparto risponde fino alle 10.30″.
Ci rinuncio, chiamo un poliambulatorio privato: entro poche ore (non settimane) ho l’appuntamento, le infermiere sono gentili, il posto pulito, e pago pochi euro in più. Possibile che non si riesca a trasformare in questo modo il sistema pubblico? Ah già, non ci sono i soldi. Eppure c’erano, chissà dove sono finiti.
L’Italia è messa bene, no?