La conferenza di Nicholas Negroponte, in leggera differita

Da un po’ di tempo a questa parte riesco a scrivere sui miei blog solo una volta a settimana: se non sono a lezione ho un progetto su cui lavorare o un treno da prendere. E spesso l’una non esclude l’altra. Non mi lamento, sia chiaro, mi sto divertendo un sacco: è che, per non farti perdere la voglia di visitare il blog, devo dare una risposta alla tua (giusta) domanda “Ma perché Pietro non scrive più?”.

Sabato scorso, come sai, sono stato alla conferenza tenuta da Nicholas Negroponte presso l’università di Reggio Emilia - main topic, naturalmente, il progetto One Laptop Per Child. Dal discorso è risultata chiara la volontà di sottolineare il progetto di educazione, e di fare invece dimenticare una volta per tutte il computer da 100$: un chiaro esempio di come a volte il concetto venga offuscato dal mezzo.

Non avevo idea che lui, personalmente, avesse trattato la maggior parte degli accordi con le nazioni interessate: intraprendenza, passione e carisma, qualità che è riuscito a trasmettere anche durante la conferenza. Qualcosa a cui non siamo abituati: basti pensare all’inettitudine di Prodi, arrivato con un’ora di ritardo, causando l’interruzione del discorso.

Una cosa che ho detestato, in effetti, è stata proprio questa: la presenza di due parlamentari è bastata a far passare in secondo piano il vero VIP, Nicholas Negroponte.
Il “moderatore” era più attento a far intervenire Prodi ad ogni punto (tra l’altro senza cognizione di causa), e a decidere dove portarlo a cena dopo la conferenza con tutta l’allegra brigata; e i fotografi intenti a immortalarli. Questa è l’Italia: abbiamo una delle più grandi menti contemporanee nel nostro Paese eppure continuiamo a guardarci le scarpe.

Finita la conferenza volevo vedere Negroponte più da vicino. Lui stava cercando di accedere alla rete Wi-Fi dell’università con il famoso laptop (anche lui si sarà chiesto perché diavolo è necessario un login?), e destino ha voluto che chiedesse a me informazioni, pensando, giustamente, che io potessi essere uno studente dell’università. Due parole, brevi e in mezzo alla confusione, ma sufficienti per vedere la gentilezza e la disponibilità di una persona che potrebbe anche permettersi di non dimostrarsi tale. Come ho scritto sull’altro mio blog, inizio a pensare che questo sia un trend delle persone statunitesi, o comunque delle persone che hanno trascorso molto tempo negli USA: tutte le persone che ho conosciuto finora sono così, una cosa a parte.

La posizione privilegiata mi ha permesso di scattare delle belle foto, anche meglio di quelle della stampa. Dimenticavo, loro erano impegnati a fotografare qualcun’altro.

1 Responses to “La conferenza di Nicholas Negroponte, in leggera differita”


  • ho visto il video della conferenza (http://tv.unimore.it/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1) e ho potuto condividere il tuo fastidio per lo stile del moderatore (Ovi) lontano anni miglia dalla chiarezza e dal carisma di Negroponte. Peccato che nessuno studente abbia preso la palla al balzo quando il moderatore ha chiesto se c’erano domande.

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